venerdì 25 marzo 2011

NEO-MAMME IN DIFFICOLTA’: LA DEPRESSIONE POST-PARTUM


Finalmente il momento tanto atteso è arrivato, la nascita di un figlio! E’ un momento intenso, magico, abbiamo superato (più o meno) brillantemente la tanto temuta esperienza del parto, siamo finalmente a casa, con questa creaturina tutta da scoprire e da amare eppure…qualcosa non funziona. O meglio tutto sembra “normale”, dall’esterno, ma ci si sente tristi, scoraggiate, stanche, esauste, senza energie da dedicare a sé e al piccolo nato.
I ritmi del sonno e dell’appetito sono alterati, e questo certamente fa parte del “pacchetto”! Si mangia quando si riesce,e non quando si ha fame, si dorme se e quando si può. Ma c’è qualcosa in più che non torna: manca il piacere di fare le cose, piccole e grandi di tutti i giorni, va persa la speranza di essere in grado di affrontare la vita, e il proprio compito di madre.
Questi sono alcuni dei sintomi della depressione post-partum, un disagio diffuso e del quale, fortunatamente, si parla in maniera sempre crescente. Un dato per tutti: ogni anno in Italia si ammala di depressione in gravidanza e nel post-partum circa il 16% delle neomamme.
E’ importante però distinguere tra “baby blues” e depressione post partum propriamente detta.
La maggioranza delle donne sperimenta

sabato 12 marzo 2011

Resistiamo, andiamo avanti e cresciamo pure!

Dopo il periodo di stanca, mi è tornata la voglia. Non è merito solo mio, sono le amiche che fanno miracoli a volte: anche le amiche virtuali, quelle di voi che mi hanno incoraggiata a non mollare, ad andare avanti.
Ho fatto la meravigliosa scoperta che questo sito, oltre che a me, ha dato qualcosa a qualcuno. Come scoprire l'acqua calda? No, per me no... E' stato bello.
Per farla breve: abbiamo una nuova collaborazione, guardate nel box qui a fianco. E tra poco, la sorpresa più grossa. Ma siccome devo finire di lavorarci su, e non mi piace vendere la pelle dell'orso eccetera eccetera, lo saprete solo quando saremo davvero pronte a partire.
Teneteci d'occhio, leggete, commentate i post delle nostre esperte che cominceranno a essere pubblicati con regolarità dopo il 20 di questo mese. Ne vedrete delle belle.
Con affetto,
B.

Image: dan / FreeDigitalPhotos.net

mercoledì 16 febbraio 2011

Lo confesso, non avevo più voglia...

Ve ne sarete accorte. Il blog un pochino abbandonato, aggiornamenti più rari, meno passione. Novità tanto desiderate che partono più lentamente del previsto.
Sono qui a spiegarvi e a dirvi la verità, che è sempre la cosa migliore.
A novembre ho avuto un altro aborto. Niente di che, in confronto a certe altre esperienze, eh? Una "leggerissima" gravidanza biochimica, cioè un test che diventa positivo, resta positivo una decina di giorni e poi arriva il ciclo, e un ginecologo incompetente ti dice che ti sei sognata tutto e che "non ci sono segni di sfaldamento" e il giorno dopo ti arriva un ciclo da emorragia... Lasciamo perdere.
Insomma, non avevo davvero voglia di pensarci più.
Ho avuto un miracolo a 42 anni. Ma cinque gravidanze iniziate e una sola andata a buon fine come si devono considerare? Sono stata bravissima a tentare, a mirare, a non mollare mai, ma sono stanca.
Forse sono arrivata al capolinea. Forse ho voglia di non  pensarci più.
Poi penso a tutte quelle che sono ancora in pista e non hanno ancora preso in braccio il loro bambino, ed eccomi ancora qui. Come faccio a lasciarvi?
De profundis, mi sento di dirvi ancora: non mollate. Se non ce l'avete fatta almeno una volta, non mollate. Io forse ho preteso troppo dalla sorte continuando a lottare per il secondo figlio. Per il primo sono certa che lotterei ancora.
Cambiando argomento: questa settimana riunione con due amiche, una psicologa e la mediatrice familiare che conoscete già. Il Forum delle MammeOver40 è sempre lì nei miei pensieri, per chi vuole diventare mamma e per chi mamma lo è già.
Ci sentiamo presto, vi abbraccio
B.

giovedì 23 dicembre 2010

Vaffan...Natale!

Non è detto che Natale sia proprio una festa per tutti, eh? Io ricordo perfettamente certi Natali quando tutti avevano figli o aspettavano figli, tranne la sottoscritta. Ne ricordo un altro, terrificante, che fu l'ultimo passato con il mio ex marito. Alessandra ha anche lei i suoi Natali da cancellare dal calendario. Insomma, abbiamo pensato che se siete felici e contente e gaudiose, trovate ovunnque spazio per esprimere la vostra allegria, anche consumando la carta di credito in giro per negozi. Se invece avete voglia di dire un bel vaffa alle Feste, qui potete farlo. Qui ci ricordiamo di tutti, non solo di quelli a cui va tutto bene.
Qui però vogliamo anche dire che tra un anno è di nuovo Natale, e chissà...

Con infinito affetto, Tanti Auguri!
Blanche e Alessandra
Image: Simon Howden / FreeDigitalPhotos.net

lunedì 20 dicembre 2010

La Sfida delle Famiglie

Le nuove famiglie, ricostituite o miste, sono una realtà sempre più diffusa nel nostro Paese, ma purtroppo non esiste ancora una norma legislativa che le regolamenti, ne tantomeno un corollario di regole e abitudini sociali a cui appellarsi.

Le nuove famiglie sono “sole” senza punti di riferimento e per la buona riuscita devono basarsi esclusivamente sul buon senso.

La famiglia ricomposta è una sfida che ha in sé grandi difficoltà (il peso del fallimento precedente, tensioni spesso irrisolte con gli ex partner, figli di primo letto, figli di secondo, figli del nuovo partner, spesso impoverimento economico) ma anche il vantaggio di essere fortemente motivata a non fallire, pronta a rimettersi in gioco, a cambiare e a costruire qualcosa di nuovo.

La forza e la scommessa delle nuove famiglie nasce dalla voglia di ricominciare, dal cambiamento e dall’abilità nel saper ascoltare e mediare le esigenze e gli affetti di tutti.

Ma partiamo dall’inizio. Avvenuta la separazione con tutto il bagaglio di dolore, rabbia e delusione si passa un periodo in cui ci si riorganizza e si raccolgono i cocci; si ritrova una certa stabilità, un nuovo equilibrio interiore e si consolidano le nuove abitudini.

I figli che nei primi tempi sono stati spettatori passivi di una rottura spesso non desiderata, cominciano finalmente ad accettare la situazione e a pensare a loro stessi, senza preoccuparsi dei genitori o di quello che gli sta succedendo.

Occorrono circa tre anni per affrontare il lutto da separazione ed essere pronti per nuovi legami affettivi. Il tempo apparentemente si accorcia se

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