lunedì 20 dicembre 2010

La Sfida delle Famiglie

Le nuove famiglie, ricostituite o miste, sono una realtà sempre più diffusa nel nostro Paese, ma purtroppo non esiste ancora una norma legislativa che le regolamenti, ne tantomeno un corollario di regole e abitudini sociali a cui appellarsi.

Le nuove famiglie sono “sole” senza punti di riferimento e per la buona riuscita devono basarsi esclusivamente sul buon senso.

La famiglia ricomposta è una sfida che ha in sé grandi difficoltà (il peso del fallimento precedente, tensioni spesso irrisolte con gli ex partner, figli di primo letto, figli di secondo, figli del nuovo partner, spesso impoverimento economico) ma anche il vantaggio di essere fortemente motivata a non fallire, pronta a rimettersi in gioco, a cambiare e a costruire qualcosa di nuovo.

La forza e la scommessa delle nuove famiglie nasce dalla voglia di ricominciare, dal cambiamento e dall’abilità nel saper ascoltare e mediare le esigenze e gli affetti di tutti.

Ma partiamo dall’inizio. Avvenuta la separazione con tutto il bagaglio di dolore, rabbia e delusione si passa un periodo in cui ci si riorganizza e si raccolgono i cocci; si ritrova una certa stabilità, un nuovo equilibrio interiore e si consolidano le nuove abitudini.

I figli che nei primi tempi sono stati spettatori passivi di una rottura spesso non desiderata, cominciano finalmente ad accettare la situazione e a pensare a loro stessi, senza preoccuparsi dei genitori o di quello che gli sta succedendo.

Occorrono circa tre anni per affrontare il lutto da separazione ed essere pronti per nuovi legami affettivi. Il tempo apparentemente si accorcia se

martedì 14 dicembre 2010

Possediamo solo il nostro tempo: Seconda parte

Nel mese di ottobre ho pubblicato un articolo, che puoi rileggere qui, sull'importanza di vivere bene il tempo della nostra vita, in quanto si tratta dell'unica vera ricchezza che possediamo. Abbiamo anche affrontato il tema del poco tempo per sè delle donne in generale, e delle madri in particolare. Riprendo la trattazione, considerando che si avvicina l'anno nuovo e che è tempo di buoni propositi...

Impara a riconoscere a te stessa il diritto a “staccare”. Se non riesci a concederti questo diritto, pensa che il tuo “stacco”, nel momento in cui giova a te, gioverà indirettamente a tutti i tuoi cari.
Non li stai abbandonando nel momento del bisogno per motivi futili ed egoistici. Stai lavorando per essere più felice: e niente fa stare meglio tutta la famiglia, che una madre felice.
Nessuna aria è più benefica di quella che si respira attorno alle persone felici, ma se si tratta della mamma questo è ancora più vero.
Perciò il tuo compitino, per mettere in pratica il Primo Passo, è:
Prendi la tua agenda e decidi scientificamente, a tavolino, quando e come ritaglierai del tempo per te.
Comunica ai tuoi familiari il tuo programma. Mostrati ferma e tranquilla. Puoi negoziare, variare, andare incontro alle esigenze di tutti , ma dichiara che NON rinuncerai a questo tempo. Al massimo, lo sposterai.
Questo tempo pianificato per te deve essere intoccabile per tutta la famiglia. Sarà la tua piattaforma di lancio per un miglioramento concreto della tua, anzi delle vostre vite, e tu stessa dovrai essere la prima a rispettarlo e a considerarlo sacro.
Cosa fare con questo tempo, sarà oggetto del prossimo articolo. Per ora, preoccupati solo di aver segnato sull'agenda quali sono i tuoi spazi e avere informato la famiglia delle tue decisioni. Ti assicuro che detto così sembra facile, ma non è un passo da poco.

Se stai seguendo questo piccolo corso, o stai facendo qualcos'altro con lo stesso scopo, lascia un commento: a te costa poco, e può essere d'aiuto ad altri.

giovedì 9 dicembre 2010

E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Questo articolo mi frulla per la testa da parecchio tempo. Mi sono decisa solo ora a scriverlo e postarlo a seguito di incidenti di percorso capitati a persone care, amiche e parenti. Può essere che qualcuna mi detesti dopo averlo letto, qualcun'altra invece mi ringrazierà. In ogni caso, dopo aver letto saprete esattamente cosa aspettarvi, e se riuscirò a far risparmiare a qualcuna un po' di lacrime il mio obiettivo sarà raggiunto.


Sto parlando di aborto, ovviamente. Vi dirò ora delle cose che ho imparato sulla mia pelle, e che avrei voluto che qualcuno dicesse a me. Ci avrei sofferto molto meno.

Il concetto di base è questo: quando avete in mano un test di gravidanza positivo, non avete in braccio un bambino. Avete in mano solo un bastoncino di plastica con due striscette rosa, o blu, secondo i casi. La strada che vi porta dal vostro bambino è ancora molto, molto lunga, perciò tenete i piedi per terra.

Vi do qualche cifra.

Quando una gravidanza viene accertate, le possibilità che possa interrompersi spontaneamente vanno dal 12% se l'età materna è attorno ai 20 anni, fino al 40% se l'età materna è oltre i 40 anni. Dopo i 45 anni, le perdcentuali di rischio arrivano al 50-70%

L'80% degli aborti avviene entro le 12 settimane di gestazione, e di questi il 36% entro le prime 8 settimane.

E' brutto dire queste cose a donne che cercano un figlio in età avanzata, ma credo sia ancora più brutto essere convinte di avercela fatta, per disinformazione, e poi essere gettate nell'abisso dai classici “Non c'è battito”, “La camera è vuota, è un uovo chiaro”. Frasi che i medici spesso pronuciano con poco tatto, dato che per loro è normale amministrazione. Se ci siete passate, sapete che per voi non sarà mai normale amministrazione. Ma se non vi siete fatte troppi film mentali, starete molto meglio.

Perciò, davanti al test positivo tenete i piedi per terra. Se siete oltre i 40 anni, avete raggiunto già un ottimo risultato. Mettete in conto una delusione, e sappiate che alla nostra età non è una possibilità remota. A chi scrive è successo 4 volte, ma è anche vero che chi scrive ha partorito un bimbo bello e sano a quasi 42 anni.

L'età ci dà anche spalle sufficientemente larghe per sopportare le delusioni e riprovare, fino a quando ce la sentiremo.
 

martedì 16 novembre 2010

Cos’è la Mediazione Familiare

La Mediazione Familiare è uno strumento efficace di aiuto alla coppia in fase di separazione o di divorzio, nasce e si sviluppa alcuni decenni or sono negli Stati Uniti, diventando uno dei canali abitualmente utilizzati nei casi di separazione e divorzio.

Attualmente è molto diffusa in alcuni paesi Europei e dal 1999 fortemente consigliata dalla Comunità Europea, specie dopo l’entrata in vigore della Legge 54/2006 sull’affidamento condiviso, che consente ai genitori di “condividere” le linee educative per la crescita e l’educazione dei figli in un ottica di bigenitorialità. Condividere in un momento in cui ci si divide è il controsenso che ci obbliga come genitori a trovare delle soluzioni praticabili per il bene dei nostri figli.
La Mediazione Familiare si inserisce in questo scenario come percorso alternativo alla lite giudiziale in cui un terzo neutrale, il Mediatore, offre alla famiglia in separazione un tempo ed uno spazio per “dirsi le cose” ed elaborare soluzioni che tengano conto dei diversi bisogni di tutti i suoi componenti, in particolare dei figli, in modo da aiutare a mantenere la continuità delle relazioni familiari.
Il percorso di Mediazione Familiare prevede un breve ciclo di incontri condotti dal Mediatore Familiare, figura professionale laureata in Scienze Psicologiche o Giuridiche con una specifica preparazione post Laurea in tecniche di gestione dei conflitti. Egli accompagna la coppia

mercoledì 10 novembre 2010

Idee d'autunno

Vi sarete accorte che era da un pò che non scrivevo. Dal 13 ottobre, per l'esattezza: per me che ero abituata a pubblicare nuovi contenuti al massimo ogni 5 giorni, un chiaro sintomo di... scazzo.
Sapete che amo parlare chiaro e il termine tecnico è proprio questo: s-c-a-z-z-o !
Ad ogni modo, non vale neanche la pena di stare tanto a pensarci su, perché è passata. Sono di nuovo qui, di nuovo innamorata e pronta a metterci l'energia che serve. E voi, siete pronte?
Due idee.
La prima: è nei miei progetti ampliare lo spazio dedicato ad altri aspetti della maternità in età matura oltre ai temi preponderanti della fertilità e della gravidanza. A questo scopo, il sito sta stringendo alcune collaborazioni delle quali spero di darvi notizie dettagliate già nei prossimi giorni. Se tutto va bene, faranno il loro ingresso nello staff alcune figure consulenziali che considero di alto livello. Ancora pochi dettagli da sistemare, e poi saremo pronti a partire. Non vi dico altro: sarà una sorpresa!
Poi: sto meditando da parecchio tempo di aprire un forum, ma qui ho bisogno di sentire la vostra voce.
La gestione di un forum è uno sbattimento infinito, anche perché, conoscendomi, non sarei capace di abbandonarlo a se stesso. Mi piacciono i forum dove chi entra capisce dove si trova, trova quello che cerca e interagisce con facilià. Non è mica come dirlo!
Vorrebbe dire, come minimo, un'altra notte in bianco a settimana. Per essere ottimisti...
Allora, ho bisogno di una spintarella. Quello che vi chiedo è: se l'idea del forum di MammeOver40 vi piace, fatevi sentire. Potete farlo lasciando commenti a questo post oppure scrivendomi privatamente, come molte di voi hanno già fatto. Preferirei però in pubblico, per alimentare un pò di dibattito; ditemi anche a grandi linee come lo vorreste. Anche se, ovviamente, l'idea in testa c'è già...
Già che ci sono, ringrazio pubblicamente tutte quelle che mi hanno scritto esprimendo fiducia e apprezzamento: è anche merito loro se sono uscita dalla tana. Mi hanno strappata dal letargo di fine estate, ma fa niente, sono perdonate, dai.
Ho bisogno di sentire che quello che faccio serve a qualcosa. Ho bisogno di benzina, via. Se l'idea è buona, dovrei vederlo dalle vostre reazioni nei prossimi giorni. Altrimenti, si continua così e niente di male.
Vi abbraccio
B.

Image: Filomena Scalise / FreeDigitalPhotos.net

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