sabato 10 luglio 2010

Vacanze

Sono la più sfigata delle mamme del Web :-)


Quelle vere, le mommyblogger serie, in questo periodo salutano, vanno in vacanza e non si portano nemmeno il notebook, tanto hanno prodotto durante l'anno.

Io invece faccio ridere: mi sono portata il notebook e poi, siccome non sono comoda a scrivere sulla tastiera piccola, anche tastiera, mouse, hub, hard disk esterno, quaderno grande Moleskine per appuntare le idee, tre chiavi USB, un lettore Mp3, due cellulari e mi pare basti così.

E faccio ancora più ridere perché, esattamente come a casa, per scrivere devo aspettare che il Cucciolo dorma e che nessun altro abbia niente da reclamare.

Insomma sono una vampira, che va pure di moda adesso: opero con il favore delle tenebre.

Ed è anche bello che io riesca a scrivere di notte! Qui almeno il cucciolo si sfinisce in spiaggia tutto il giorno; oggi addirittura per non perdere una meravigliosa giornata di mare ha saltato il riposino. Di giorno boia chi molla, ma almeno la sera dopo il canonico giro sulle giostrine del lungomare ( 5 euro ogni sera, il nostro mutuo aggiuntivo) cade addormentato stecchito. Santa spiaggia: a casa a volte ci mette un'ora e mezza per addormentarsi, il criminale. Ci addormentiamo prima io e suo padre mentre leggiamo il Re Leone a lui.

Chi lo avrebbe mai detto? 5 anni fa, single, le mie vacanze erano tutte barca a vela e perizoma. La riviera romagnola, roba da sfigati e neanche nominarla: quando ci accontentiamo è Sardegna, arcipelago della Maddalena. Mojito al tramonto e balli in tolda al chiaro di luna.

Adesso l'odore di fritto e il vociare delle bancarelle salgono su fino al balconcino della camera al primo piano, vista mare ma non fronte mare, troppo costosa. Hotel carino ma nel budget, abbiamo comprato casa e non abbiamo più nemmeno le famose pezze là dove non batte il sole. Riviera romagnola, dove c'è tutto per i bambini -incluse le famigerate giostre vampire, pure loro operano dal calare del sole in poi!- il pediatra a portata di mano e le farmacie sempre aperte, anche se da casa mi sono portata l'impossibile quest'anno. Prezzi decenti, pensione completa, così non dobbiamo pensare a niente se non -poco poco eh?- correre dietro tutto il giorno al duenne scatenato.

Oggi finito il turno di papà ho cominciato io e ho pensato bene di coinvolgerlo in un castello di sabbia da almeno quattro torri. La mia vena creativo-architettonica ha cominciato a gonfiarsi d'orgoglio come non succedeva da almeno quattro decenni, ma il Lider Maximo l'ha stroncata subito: armato di innaffiatoio, mi ha alluvionato almeno otto torri che io mi ostinavo a ricostruire dove l'inondazione le appiattiva. Manco il castello di sabbia è permesso, accidenti.

Confesso. A parte la frustrazione della vena architettonica, mi sono divertita una cifra.

Non è per niente un bel periodo. Niente di grave, niente di tragico, ma nemmeno niente che vada a gonfie vele o che almeno vada avanti da solo senza calci nel sedere. Tanta fatica, quasi disumana a tratti, pochi risultati, ingiustizie palesi, qualche problema di salute a ricordarmi che, incredibile ma vero, perfino io (che ero senza ombra di dubbio immortale fino a cinque minuti fa) sto in realtà invecchiando. Un po' di depressione da fine capitolo, da punto e nemmeno a capo, punto e basta con tante cose che ormai sono andate così e non c'è più niente da fare.

Qualche momento in cui pensi che tanta fatica non può avere senso, e che magari una mattina una scoreggina solare cancella la Terra e tutto ciò che contiene, incluse le cartelle esattoriali e i capi rompiscatole, ma tanto poi non sei più lì a goderne i vantaggi.

Un po' di depressione da stanchezza acuta, quando pensi che devi stare su per forza perché hai messo al mondo un figlio, se no sai quanti bei vaffa esistenziali che volerebbero nell'attesa indolente di tempi migliori.

Invece poi tirando su palettate di sabbia bagnata ti scopri a sorridere da sola e a discutere con 13 kg di pelle e ossa del perché quella torre debba stare su invece di venire inondata; pensi che magari nell'ultimo periodo la stanchezza ti ha fatto smarrire il senso delle cose, ma che davanti a un castello di sabbia chi se ne frega del senso delle cose (e giù un'altra palettata). Pulisci uno schizzo di sabbia sul naso del tiranno duenne, e pensi che se niente ha senso allora tutto ha senso, e questo castello di sabbia è il centro dell'universo e un'unica stella ci danza intorno col secchiello in mano.

venerdì 9 luglio 2010

Ma perché poi, MammeOver40.it?

Ma io mi domando e dico: ma con la miriade di blog, siti, forum e wiki e spazio in rete dedicato alla maternità in tutte le forme e salse (mamme felici, mamme oggi, mamme domani, mamme per passione, felicemente mamme, mamme di corsa, mamme a piedi, mamme per sbaglio, mamme di più, qui mamme, mamme online, mamme offline e potrei continuare ancora per tante righe...), io mi domando -e se me lo domando io immagino voi:


Ma c'era proprio bisogno di un Mammeover40.it?

Me lo chiedo anche e soprattutto in giornate tipo questa, in cui ho atteso per tutto il giorno di potermela svignare quatta quatta per mettermi a scrivere, ma non ho avuto libera uscita fino a quando il mio duenne Lider Maximo si è finalmente addormentato, e posso mettermi a scrivere solo ora con la palpebra cadente e un sacco di perchè nascosti tra le rughe e gli sbadigli.

Boh, a giudicare da quel che si trova in rete, un posto riservato solo a noi ci voleva, secondo me. Momentaneamente riservato solo a me, perchè non è che scriviate proprio numerose eh? Ma io sono fiduciosa, non demordo e aspetto. Prima o poi ve ne accorgerete che qui potete raccontarvi perchè sarete certamente capite. Io aspetto con l'indole di somaro che mi contraddistingue, testa bassa e pedalare e non mollare mai, non per principio ma perchè non ne sono capace.

Comunque: fate l'esperimento che ho fatto io e digitate, ad esempio, mamme over 40 su Google. Troverete articoli sulle mamme VIP del momento, consigli medici (“Tranquille, non siete troppo decrepite per una gravidanza”), consigli di trucco, consigli non richiesti (madre neanche trentenne: “Ma voi cosa ne pensate di quelle che fanno i figli a 40 anni? Secondo me è egoismo”) ma soprattutto tante invocazioni stile Particella di Sodio: Ma ci sono solo io? Con annesso tentativo di lista di mamme attempate, abbandonata nel cyberspazio nel giro di pochi giorni.

No, non ci sei solo tu... Anzi. Siamo tante e siamo pure in crescita. Siamo anche di moda perché ogni due per tre esce un articolo su di noi -scritto da uomini o da donne più giovani o da donne che hanno avuto figli all'età “giusta” e che iniziano tutti con: “Sempre più donne posticipano la maternità per potersi dedicare alla carriera ecc. ecc. ecc.”. Ma basta! Ma quanto siete prevedibili!

Siamo tante e l'unico problema è che non abbiamo (ancora) un punto di incontro nella Rete, un luogo tutto nostro. Un posto dove essere Noi. Perché diverse lo siamo, è inutile negarlo.

Siamo chilometrate. Abbiamo fatto tanta strada. Conosciamo le buche, gli incidenti, i cambi di percorso e le soste obbligate. Ormai abbiamo il navigatore e procediamo sicure anche nella notte; ci dicono che siamo indistruttibili ma è solo che abbiamo capito che piangerci addosso non serve a niente.

Siamo al secondo o al terzo giro, forse abbiamo già figli ma il figlio dei quarant'anni è quello che ci ha trasformate: siamo degli schiacciasassi col cuore di burro. Siamo semi-madri di figli che non abbiamo partorito noi, e abbiamo pure imparato a metterci in tasca i sentimenti e lasciarli lì perchè è sconveniente tirarli fuori. Ma siamo madri da sempre nei sogni, madri che non chiedevano che di inciampare nel fagotto abbandonato nel cassonetto, nel figlio rifiutato da un'altra, nel figlio sbagliato purché figlio: perché tutto il resto è secondario.

Abbiamo più che un lavoro, ormai abbiamo una professione qualsiasi cosa facciamo. Non ci spaventa la rata del mutuo, ma ci terrorizza pensare al mondo che lasceremo al nostro ultimo nato, che molte volte è anche il primo.

Non importa da dove veniamo e come, ci siamo guadagnate la maternità con le unghie e coi denti; abbiamo capito che non è un dovere, è un dono, un privilegio, una fortuna incomparabile. Tanto che non ce ne frega niente se ci dicono che ci siamo annullate per questo figlio, perché è esattamente quello che volevamo. Adesso. Campiamo senza parrucchiere e senza “spazio per noi” perchè è una parola che ci fa ridere, la nostra vita è nostra da tempo e lo “spazio per noi” è la nostra vita tutta intera.

Non cinguettiamo né trilliamo con la boccuccia a cuore le novità dei nostri tesorucci, non abbiamo tempo per le crocette sui bavaglini -anche se ci piacerebbe tanto!

Siamo mamme di cuoio, mamme atterrite dall'enormità dell'amore, perchè più sei consapevole e più ti spaventi, non c'è niente da fare. E a quarant'anni suonati, se non sei consapevole non stai leggendo questo articolo.

Personalmente aggiungo solo che sono stufa di forum di mamme dove i figli arrivano nel mese stabilito così non si deve ricomprare il corredino. Sarà invidia, ma sono stufa di posti così. Voglio il mio posto, voglio poter parlare con donne come me della mia maternità particolare, dei miei sogni infranti, della gioia sconfinata che è ignota a quelle che hanno deciso e tac sono rimaste incinte.

Insomma, alla fin fine è il Vostro blog, ma è anche il mio... :-)

Non reggo più la testa, 'notte

Blanche

mercoledì 7 luglio 2010

Gli esami della Fertilità: per Lei


Riepiloghiamo velocemente quello che si diceva nei due articoli precedenti:


Posto che dopo i 40 anni il tempo è oro e non va sprecato per nessuna ragione, se si cerca un figlio è conveniente accertare subito che sussistano le tre condizioni per un concepimento naturale ovvero:

· Che esistano ovuli e spermatozoi di buona qualità
· Che possano incontrarsi
· Che il prodotto del loro incontro, l’ovulo fecondato (che prende diversi nomi a seconda dello stadio del suo sviluppo) possa annidarsi nell’utero per dare inizio a una gravidanza.

Per quanto riguarda Lui, abbiamo parlato dello spermiogramma e dato qualche consiglio pratico per l’esecuzione di questo esame che, mentre non è assolutamente fastidioso dal punto di vista fisico, può generare qualche piccolo problema a livello psicologico.

Vediamo ora cosa accade sul versante femminile.

Gli esami di base per Lei sono un po’ più impegnativi. L’uomo ha i genitali all’esterno, la donna li ha interni, quindi niente da fare: qualche volta ce la caveremo con delle ecografie, ma molto spesso i test saranno invasivi. Ci saranno medici che non ve li consiglieranno perché sono “invasivi” (ma bisogna vedere in che misura!) oppure sarà la fifa a bloccarvi.

Si tratta comunque di esami indispensabili, e a mio parere urgenti e obbligatori dopo la quarantina: bisogna mettersi il cuore in pace e procedere con determinazione. Non farlo può costare caro in termini esistenziali, e io ne sono una testimonianza vivente.

Una quindicina di anni fa, una dottoressa piuttosto interventista mi propose di eseguire un’isterosalpingografia perché dopo qualche mese di rapporti liberi non ero ancora rimasta incinta. All’epoca avevo meno di trent’anni, ero molto più schiacciasassi di adesso, meno preparata e più presuntuosa, e la vita non mi aveva ancora lasciato i segni che porto adesso.
Rifiutai sdegnosamente e la tacciai di essere incompetente ed esagerata, perché avevo letto qualcosa non ricordo nemmeno più dove, ma più di tutto perché avevo fifa, punto. Cambiai addirittura ginecologa senza dirle niente, e non ne sono fiera.
Mio figlio è stato concepito il giorno dell’isterosalpingografia... che ho poi avuto la sensatezza di fare due anni e mezzo fa. Di mia iniziativa, addirittura.
Mi chiedo che percorso avrebbe avuto la mia vita se avessi dato retta a quella dottoressa, che fu la prima ad intuire che probabilmente avevo qualche problemino di fertilità.

Oggi sono felice e mi va bene che sia andata così, ma tra quella sdegnosa decisione e oggi sono passati quindici anni di dolore. E qui taccio, per pudore e perché ho scoperto che la frase“Solo chi ci è passato può capire” non è un luogo comune, è una semplice verità.
Ma torniamo a noi, e andiamo al sodo visto che ho speso fin troppe righe per i miei ricordi.

Per verificare l’esistenza dei tre fattori necessari al concepimento, la parte femminile dovrà effettuare:


  • I dosaggi ormonali di estradiolo, LH, FSH e Progesterone.
Servono a verificare se la donna ovula ancora, se la riserva ovarica è buona, se il progesterone è sufficiente all’avvio di una gravidanza.
Un’accortezza: i dosaggi ormonali si effettuano il terzo giorno del ciclo (e fin qui va benissimo), poi devono essere ripetuti e molti ginecologi prescrivono di rifarli il 21° giorno del ciclo. Questo invece non va bene!
Devono essere rifatti ad ovulazione avvenuta e dopo alcuni giorni dall’ovulazione: e se voi putacaso il 21° giorno non avete ancora ovulato? Evenienza per niente remota, visto che le donne che hanno il ciclo sempre di 28 giorni e ovulano sempre il 14° esistono solo nei libri di testo?
Il modo corretto di prescrivere gli esami è: 7-8 giorni dopo l’ovulazione accertata. Il che implica che dovrete monitorare l’ovulazione, e il vostro gine deve spiegarvi come farlo oppure segurvi ecograficamente.


  • Un esame endoscopico di tube e utero.
Vi sono diverse possibilità: l’isterosalpingografia, che a me ha portato tanta fortuna, non è nemmeno l'esame più attendibile ed attuale.

Sarebbe complicato qui entrare nel dettaglio di tutte le possibilità; vi rimando a queste pagine, dove trovate tutte le info che servono e anche di più.
Io qui non voglio riscrivere una meravigliosa enciclopedia che già esiste: mi interessa parlare di percorsi, di scelte, e di aiutarvi a fare quelle vincenti, quelle che vi porteranno vostro figlio tra le braccia.

L’essenziale, per me, nel parlarvi degli esami più importanti, è che alla fine abbiate notizie certe -per quel che può significare la certezza in medicina- sul funzionamento di base del vostro apparato riproduttivo, per mettervi in grado di fare scelte consapevoli su come muovervi.

Non mi stancherò mai di ripetere che per una aspirante mamma over 40 le informazioni giuste al momento giusto possono valere una svolta esistenziale.

mercoledì 30 giugno 2010

Fare la nanna: Estivill vs Pastafrolla

Faccio outing sui miei metodi (dis)educativi. E' giusto che sappiate come la penso, nel caso a qualcuno sia venuto in mente che io sia un'esperta di Figli e abbia qualcosa di insegnare a chicchessia. Purtroppo per me, l'unica cosa di cui sono esperta è l'infertilità, che mi ha fatto compagnia in maniera più o meno invadente per gli ultimi quindici anni della mia vita, e qualche altro tema di contorno; per il resto sono molto poco accademica e vado dove mi porta il cuore, perciò se mi ascoltate lo fate a vostro rischio e pericolo.

Sono reduce da una seduta di coccole pre-nanna col Cucciolo, e ho finalmente fatto pace con il mondo, che oggi, per tutta la giornata, mi è sembrato un enorme orrido videogame con continui passaggi al livello superiore, sempre più difficile. Una seduta di coccole con un duenne esperto è in grado di trasformare Godzilla in Winnie the Pooh in meno di mezz'ora; è per questo che proprio stasera mi sento di darvi il

Consiglio dis-Educativo numero 1

Lasciate che vostro figlio (piccolo) dorma dove gli pare (non nella cuccia del cane o sullo zerbino di casa però), è un modo di rispettarlo.
Io sono molto fortunata: mio figlio ha deciso di dormire con noi. Mi fa l'onore di stare con la sua schiena contro la mia per ore e ore di notte, qualche volta mi concede perfino di abbracciarmi col suo braccino piccolo e caldo, come fossi il suo Grande Orsacchiotto. Divide equamente le sue attenzioni tra me e il padre, però io sono più fortunata: il papà il più delle volte si becca i piedini in faccia con relativa tallonata sul setto nasale, a me tocca solo qualche testata ogni tanto.

Mio figlio ha scelto così, mia nipote Numero 2 preferisce il suo lettino, mio nipote Numero 3, che tra poco compie un mese, ha manifestato da subito gli stessi gusti del Cucciolo e dorme solo se può stare appiccicato a sua madre. Ma vaaaaaaa?

La nipote Numero 1 non dormiva e punto, passava le notti a giocare col padre. Il nipote Numero 4 pare non avere ancora effettuato un scelta definitiva: è combattuto tra il passare la notte a giocare con la sorellina e dormire appiccicato alla mamma. Pure lui. Ma vaaaaaaaa?

Scusate, ma dove caspita dovrebbe dormire un cucciolo secondo voi? Dove dormono i gattini, i cagnolini, gli scimmiotti, i coniglietti, i delfinetti, i pulcini, i rinocerontini, gli elefantini e i baby porcospini? Addosso alla mamma. Chi gliel'ha mai messa in testa quest'idea? Il codice genetico. I piccoli che preferivano dormire lontano dalla mamma non sono cresciuti a sufficienza per trasmettere il proprio codice genetico alla prole: sono stati mangiati molto prima.

Così quasi tutte le mamme del mondo animale continuano a tenersi vicino la prole durante la notte. Evidentemente non hanno letto Estivill.
Per chi non lo sapesse, il signor Estivill è un medico spagnolo esperto di sonno che ha scritto un libricino di poche pagine intitolato “Fate la nanna”, creando così il Metodo Estivill.

Ho interrotto la scrittura per andare a prendere il libro in questione e poter fare così citazioni precise. L'ho sfogliato e riletto un pò qui un pò là. Penso che meriti di essere commentato quasi riga per riga, quindi non sto a riassumerlo adesso perchè credo gli dedicherò un post intero. Per ora vi lascio solo questa perla di saggezza (a pag. 33 dell'edizione italiana Mandragora 1999)

Sicurezza: ecco la parola magica, la condizione necessaria e sufficiente per far capire al piccolo (di tre mesi, n.d.r.) che rimanere in culla da solo e conciliarsi il sonno coi propri mezzi sono le cose più naturali del mondo.

Con buona pace di gatte, elefantesse, balene & c.

La faccio breve perchè sul sonno e le abitudini ad esso legate si possono scrivere volumi. Vorrei solo che passassero due concetti:

Il primo, che nella maggior parte delle etnie i piccoli dormono con i genitori, è naturale, mentre il fatto di farli dormire in un'altra stanza è culturale. Solo una delle opzioni possibili.

Il secondo, che se un bambino vuole dormire con mamma e papà non è cattivo, è normale. E quello che invece preferisce il lettino non è “bravo”, è uno che preferisce il lettino e punto. I suoi genitori sono stati fortunati e devono essergli grati. Sperando che lo abbia scelto veramente, di dormire da solo, e che non vi sia stato costretto magari lasciandolo a piangere senza toccarlo come insegna il buon Estivill.

Un inciso importante.
Ci sono bambini che non dormono MAI, solo loro sanno come fanno, o dormono di giorno tenendo poi svegli i genitori tutta la notte. Bambini che semplicemente stanno svegli, o si rigirano tutta notte come dei frullini, anche se hanno accesso al lettone. Sono pochi ma esistono, e i loro genitori sono delle larve infelici che fanno una vita orrenda, perchè il mondo non si ferma ad aspettare che si riposino. In questi casi si tratta di sopravvivenza, a mali estremi estremi rimedi e quindi ben venga perfino Estivill, se dovesse funzionare.

Io penso che una cosa sia l'educazione e un'altra sia l'addestramento: qualcuno secondo me ogni tanto li confonde. Le tigri imparano a saltare nel cerchio di fuoco, i bimbi possono imparare a dormire da soli anche se preferiscono non farlo, per carità. Ma a che prezzo, per loro e per i loro genitori? Ne vale la pena?

Questo è un mondo difficile ragazzi, le coccole scarseggiano e gli schiaffoni abbondano, per tutti. E i bambini tra cinque minuti saranno grandi. Il cucciolo che si arrotola caldo contro di voi si trasformerà, prima di quanto crediate, in un omaccione con la barba ispida che verrà a trovarvi solo quando la moglie gliene darà il permesso.

Siete proprio sicuri che volete rinunciare a dormire vicini? Pensateci bene.

Buonanotte

martedì 29 giugno 2010

Gli esami della Fertilità: per Lui

Come dicevo qui, ci sono pochi, fondamentali esami da eseguire per conoscere al più presto la situazione della fertilità di una coppia over 40 (o anche più giovane che non vuole perdere tempo).
Iniziamo da quelli per Lui: è più facile trattandosi, in prima battura, di UN solo importantissimo esame che è lo spermiogramma.


Credo che se fosse indetto un concorso per l'Esame Più Antipatico Dell'Anno, quasi tutti i giurati maschi voterebbero proprio questo -a meno che non abbiano sperimentato una bella visita di controllo alla prostata... allora sarebbe una bella battaglia per il primo posto in classifica!

Eppure si tratta di un test semplicissimo, non invasivo, non doloroso, non costoso, effettuabile anche tramite SSN, che in breve tempo fornisce indicazioni fondamentali e spesso risolutive sulla salute riproduttiva dell'uomo, e sulla possibilità di ricorrere a tecniche di fecondazione assistita se necessario.

A mio parere dovrebbe essere una prassi quella di far effettuare subito lo spermiogramma a Lui, o almeno PRIMA di rivoltare come un calzino Lei. La quale, poveraccia, se le va bene si becca in ogni caso almeno un paio di buchi nel braccio (per i dosaggi ormonali).
La prassi dovrebbe essere che mentre Lei fa i dosaggi ormonali e verifica come stanno le tube e l'utero, Lui accetta di buon grado di tornare un attimo all'adolescenza e farsi una, ehm, pugnetta raccogliendo il seme in un contenitore sterile. Perché di questo si tratta e nulla più.

Alcuni consigli pratici:

  • Prima di tutto, sembra ovvio ma è meglio ripeterlo, seguite pedestremente le indicazioni che vi saranno date dai medici sulle modalità di esecuzione dell'esame. Il numero degli spermatozoi può variare in modo anche ingente e non sempre spiegabile; è importante poter valutare una situazione standard. Non fate di testa vostra. Per esempio, se di recente avete avuto la febbre alta non vi permetteranno di sottoporvi al test, dovrete aspettare almeno 3 mesi. Inutile mentire ai medici per farvelo fare comunque, l'esito sarebbe falsato in peggio, anche drammaticamente! Idem se avete preso certi medicinali. N.B. Per fortuna vale anche il contrario, ovvero esistono integratori che, in tempi brevi, hanno effetti positivi sullo spermiogramma (mi piacerebbe parlarvene presto)

  • Se abitate a meno di un'ora di strada dall'ospedale, potete effettuare la raccolta del seme nella tranquillità di casa vostra con l'aiuto della partner. Il barattolino con l'eiaculato deve rimanere ad una temperatura simile a quella dello scroto, quindi qualcosa meno di 37 gradi. Si può mettere tra i seni, o in una tasca interna di un cappotto, o comunque addosso in modo che non “prenda freddo”

  • Se invece abitate lontano dall'ospedale o dal laboratorio, non dovete correre il rischio di consegnare il seme da analizzare più di un'ora dopo l'eiaculazione, quindi vi consiglierei di effettuare la raccolta in ospedale anche se è oggettivamente un po' più complicato.

  • Se pensate di potervi bloccare, cosa comprensibilissima, cercate di visitare prima la struttura e di informarvi su come funziona il tutto; arrivare preparati in ogni caso aiuterà. In alcuni centri ci sono dei salottini molto discreti, in altri bisogna accomodarsi in bagno, magari con una coda di persone in attesa fuori dalla porta. Non è proprio il massimo del romanticismo, ma saperlo prima aiuta... O aiuta a decidere di far l'esame da qualche altra parte!

  • Ricordate che l'esame si effettua dopo un'astinenza compresa tra 3 e 5 giorni: non di meno e non di più, è imporante. Non serve aspettare di più pensando di avere così un numero più alto di spermatozoi; ce ne saranno di più, ma saranno di più anche quelli morti (tranquilli, è normale che un po' siano morti). Meglio seguire esattamente la procedura standard in modo da poter poi confrontare più semplicemente i risultati e in modo più attendibile.
Cosa si vede dallo spermiogramma: principalmente numero, forma (=morfologia) e capacità di muoversi (=motilità) degli spermatozoi. Vengono valutate anche delle caratteristiche più generali dello sperma come viscosità, livello di acidità (=PH) e volume oltre alla eventuale presenza di globuli bianchi, globuli rossi, batteri e altro nello sperma, per aiutare a diagnosticare possibili stati patologici.
Confrontate i Vostri valori con quelli di riferimento indicati nell'esito, e ricordate questi pochi numeri fondamentali che sono indicatori di uno spermiogramma buono:

almeno 20 milioni di spermatozoi
almeno il 30% di forme normali
almeno il 60% dotato di motilità rettilinea dopo un paio d'ore dall'eiaculazione

Attenzione, numeri diversi o peggiori di questi non sono assolutamente una diagnosi di infertilità! La fertilità è sempre di coppia, non del singolo, e si possono ottenere, per esempio, gravidanze con seme disastroso se la donna produce buoni ovociti, o viceversa nessuna gravidanza con seme ottimo, se la donna non produce o non produce più ovociti fecondabili.

Inoltre, qualora l'esito fosse bruttino, anzi diciamo pure disastroso (mettiamo pure che in tutto vi siano una decina di spermatozoi solitari per eiaculato), sappiate che anche così è possibile concepire un figlio.
“We only need ten” (="Ce ne bastano dieci") usava ripetere un famoso specialista che lavora nel migliore -a mio parere- Centro Europeo di medicina della riproduzione, questo.
Inoltre questo ramo della medicina non è di certo una scienza esatta, a causa dell'infinità di fattori, di cui solo pochi controllabili, che entrano in gioco nel processo della riproduzione umana.
Ho visto personalmente verificarsi concepimenti e gravidanze andate a buon fine là dove diagnosi definitive avevano tolto ogni speranza; perciò non credo di generare illusioni quando esorto qualcuno a non perdere mai la speranza. Fatto salvo sempre il buon senso, ovviamente.

E siccome anche in questo caso (tanto per cambiare) sulla prognosi influisce l'età dei partner, e massimamente quella della donna, la conclusione è sempre la stessa: non perdete tempo!

Se volete sapere tutto, ma veramente tutto, di come si esegue uno spermiogramma e dei valori di riferimento per valutarlo, potete leggere questa pubblicazione in inglese dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (per noi OMS, in inglese WHO).
Nel caso non abbiate voglia di leggere in inglese, ne ho trovata questa traduzione del nostro Istituto Superiore di Sanità, meno aggiornata ma penso sufficiente ai nostri scopi.
(CONTINUA)

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