lunedì 23 agosto 2010

La Gravidanza dopo i 40 anni

Una delle preoccupazioni che possono affliggere un'aspirante mamma over 40 riguarda la capacità del proprio corpo di portare a termine una gravidanza e dare alla luce un bambino in buona salute.

Come al solito non addolcirò la pillola né la farò più grave di quello che è, ma cercherò di darvi una risposta realistica basandomi sull'esperienza mia e altrui, e su quello che la scienza medica ci dice.

Ci tengo a ricordare ancora una volta, come ho già detto e ripetuto, che le donne non sono numeri e che le statistiche possono trarre pesantemente in inganno se non riusciamo ad applicare i numeri alla nostra personale situazione. Tanto per capirci, e per restare in tema di fertilità, se la mia vicina di casa ha 4 figli e io solo uno, abbiamo 2,5 figli a testa... mentre la verità è che lei figlia come una coniglia (beata lei!) e io porto a termine una gravidanza su 4. Non so se mi sono spiegata.

Ne discende che due ultraquarantenni possono essere molto molto diverse. Una donna in sovrappeso, fumatrice, bevitrice anche solo occasionale, consumatrice di caffè, sofferente di intolleranze alimentari o, che ne so, di ovaio micropolicistico, ai fini del concepimento e del traguardo del "bimbo in braccio" ha decisamente meno probabilità di farcela rispetto ad una coetanea di peso regolare, non fumatrice, non bevitrice, che non consuma caffeina e ha una situazione ormonale armonica. Poi nella realtà si verificano casi limite in cui la prima concepisce e porta a termine e la seconda no, ma sono appunto casi limite e in questi casi è giusto che i dati statistici vengano utilizzati per equilibrare la percezione soggettiva della realtà.

Tornando a noi, mi piace cominciare parlandovi della mia esperienza personale. Ho concepito naturalmente con una grandiosa BDC* a 41 anni appena compiuti
e ho partorito a termine dopo una gravidanza fantastica.

Nel primo trimestre gli unici inconvenienti sono stati la stanchezza e il sonno, che non mi hanno comunque impedito di continuare ad avere una vita assolutamente normale e proseguire le mie attività incluse quelle fisiche.

Nel secondo trimestre sono stata splendidamente, e non mi ricordo un altro periodo di eguale benessere e felicità nella mia vita.

Nel terzo trimestre devo segnalare un incomprensibile andamento ballerino delle transaminasi, interpretato poi come una pressione sul fegato esercitata dai piedini del bimbo. Nulla di grave comunque... Anche se questo ovviamente ha agitato non poco i medici che mi seguivano, particolarmente sensibili alla mia storia di poliabortività e alla mia gravidanza "preziosa" -termine che detesto non poco, visto che considero preziose TUTTE le gravidanze e tutti i bambini indipendentemente dall'età della madre.

Non è difficile trovare nel Web numerose testimonianze di gravidanze over 40 svolte e concluse felicemente come la mia.

E gli esperti del settore cosa dicono?

Anche il questo caso il Web è ricco di materiali informativi sulle gravidanze over 4o, reperibili con una semplicissima ricerca.
La fonte che ritengo di privilegiare qui, per mia preferenza e per la levatura dell'autore, non si trova in Internet ma è un libro.
Si tratta di "Avere un bambino – Come inizia una vita: dal concepimento al parto" del prof. Carlo Flamigni, collana Oscar Saggi Mondadori.
Quest'opera è stata ed è ancora per me un riferimento importante -anche se non l'unico- e ci tengo a consigliarlo sia alle aspiranti mamme che alle mamme in attesa.

Il prof. Flamigni dedica un interessante paragrafo alle "attempate" e comincia in un modo che mi è piaciuto molto, ovvero discutendo l'opportunità o meno di una definizione del genere. Prosegue con una disamina molto schietta dei diversi aspetti del rischio legato all'età più matura e, mentre conferma senza ombra di dubbio che per quanto riguarda il rischio genetico è molto meglio avere figli da giovani, non altrettanto si può dire per quanto concerne lo svolgimento della gravidanza.

Cerco di semplificare al massimo scusandomi per l'eccessiva banalizzazione dei concetti; mi si perdonerà visto che lo scopo qui non è quello di formare medici ma di fornire una risposta pratica ai dubbi di tutte le donne che si apprestano a cercare un figlio dopo i 40 anni.

Il rischio genetico (per parlare del più conosciuto, il rischio della sindrome di Down per esempio) è più alto rispetto a quello di una donna più giovane, perché gli ovociti sono più vecchi e sono sempre meno capaci di generare un feto sano.

Il rischio di malformazioni è lo stesso di donne più giovani, perché spesso le malformazioni sono dovute ad agenti esterni come certi inquinanti o a cause ignote, e le statistiche non riferiscono rischi più alti con l'avanzare dell'età.

Il rischio di complicazioni della gravidanza è effettivamente più alto, ma secondo Flamigni non sono chiare le correlazioni con l'età avanzata. In alcuni casi i rischi sembrano legati più al numero delle gravidanze avute che all'età della donna, e in generale a certe patologie preesistenti alla gravidanza che sono effettivamente più frequenti con l'avanzare dell'età. E' il caso dell'ipertensione, dell'utero fibromatoso o del diabete per fare qualche esempio.

E ora mi è gradito concludere citando testualmente il professor Flamigni, per avvalorare quanto vi dicevo all'inizio sul rapporto tra le statistiche e le donne vere.

“In conclusione, il problema del rischio ostretrico non può essere collegato sic et simpliciter con l'età. Così facendo si arriva ad un'ipersemplificazione pericolosa, che oltretutto ha scarso significato pratico. Il problema del rischio ostetrico è un problema soggettivo, valutabile sul piano anamnestico e clinico, con rapporti quasi esclusivamente statistici con l'età. E la statistica è utile per l'analisi dei gruppi, non per le valutazioni dei soggetti singoli. Dobbiamo far comprendere che ci sono donne non più giovani con un'anamnesi immacolata e una salute di ferro, che corrono un certo rischio (calcolabile, prevedibile) di patologia genetica fetale, ma che, con molta probabilità, avranno una gravidanza fisiologica. E ci sono donne giovani che, perché affette da particolari malattie, dovranno essere considerate, durante la gravidanza, ad alto rischio.”

Quindi se siete in buona salute, accettato l'inevitabile rischio legato alla minore qualità degli ovociti, avete buone probabilità di vivere una serena gravidanza fisiologica. Se non siete in forma, è il caso di mettersi all'opera e fare tutto quanto è possibile per migliorare le vostre condizioni generali.

Ma questo dovreste farlo in qualunque caso, anche se non volete un figlio!
 
* BDC = Botta Di C---  :-)

Image: healingdream / FreeDigitalPhotos.net

1 commento:

  1. Salve mi chiamo Mary, sono prossima ai 42 anni(Dicembre) e lo scorso Marzo ho dovuto procedere con un raschiamento per un aborto interno alla nona settimana.
    Inutile dilungarmi sulle conseguenze'umane'che l`evento ha procurato, ma la mia lucidita' caratteriale mi ha aiutato a superare quello che a tutti gli effetti puo' definirsi un 'lutto' per come la vedo io.
    Ovviamente sono stati effettuati esami di ogni genere: Cariotipo dell`embrione, il mio e quello di mio Marito ( che tra poco compira' 55 anni)esami per la microcitemia, esami per la ricerca di eventuali sindromi e patologie e il risultato e` stato tutto negativo, tutto nella norma all`infuori di una mutazione del sangue trombofilia eterozigote, per la quale pero` mi hanno subito tranquillizzata. Prendo gia` la cardioaspirina a giorni alterni e se dovessi avere di nuovo il dono di una gravidanza dovro` sottopormi ad una terapia mirata. In tre anni di tentativi sono rimasta incinta 2 volte, la prima si e` risolta con un micro aborto, di cui avrei potuto anche non accorgermi se non avessi fatto il test nella speranza di essere gravida, e la seconda volta e` quella di cui vi ho raccontato sopra.
    Ho un nodulo alla tiroide che tengo sotto controllo ma e` stato definito tranquillissimo e prendo eutirox 125. Ho diversi chili di troppo, fumo un paio di sigarette al giorno non bevo e credo di avere una intolleranza al lattosio.
    Ho riassunto velocemente una sorta di `anamnesi`
    per capire se adesso che mi hanno dato il via libera per riprovare mi chiedo se in qualche modo anche l`eta` di mio marito ed i suoi spermatozoi possono rallentare i tempi per rimanere di nuovo incinta? Mi spiego meglio, il fatto che io sia rimasta incinta 2 volte dello stesso uomo , esclude automaticamente problemi di motilita` degli spermatozoi di mio marito, oppure e` il caso di fargli fare uno spermiogramma? Potrebbe essere questo il motivo per cui ci metto tanto a rimanere nuovamente incinta? Ed inoltre e` possibile inserire il liquido seminale di mio marito, diciamo in modo meccanico, senza effettuare stimolazioni ormonali dell`utero ma semplicemente attendendo e monitorando il momento dell`ovulazione? Mi rendo conto di essermi dilungata troppo spero solo di essere stata chiara.
    Grazie Mary

    RispondiElimina

Se lo desideri puoi lasciare qui il tuo commento. Non sono graditi, e non saranno approvati dal moderatore, toni gratuitamente polemici e volgarità.

Cerca nel blog

Caricamento in corso...